Origini e vicende istituzionali

Lo Stemma

Lo stemma dell' A.S.P. "Golgi - Redaelli" (già Amministrazione delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza di Milano - ex Ente Comunale di Assistenza) è composto dalle insegne dei cinque maggiori Luoghi Pii Elemosinieri da cui trae origine: Misericordia, Loreto, Divinità, Quattro Marie e Carità.

  • Consorzio della Misericordia fondato nel 1368
  • Congregazione di Nostra Signora di Loreto fondata nel 1601
  • Consorzio della Carità fondata nel 1442
  • Scuola delle Quattro Marie sorta intorno al 1305
  • Scuola della Divinità fondata nel 1429
Stemma


Le origini

Milano, al pari delle principali città europee, fin dal Medio Evo poté fare affidamento su una rete capillare e variegata di associazioni dedite al soccorso dei poveri.

Attestate nei documenti a partire dall'inizio del XIV secolo, tali fondazioni venivano chiamate con nomi diversi (confraternita, schola, consortium, societas) e si differenziavano anche fortemente l'una dall'altra. Accanto ai sodalizi di parrocchia, dediti a pratiche religiose e solo secondariamente ad opere di carità, crebbero e si svilupparono dei veri enti di beneficenza che estendevano la propria azione a tutto il territorio urbano, a volte anche con forme di assistenza "domiciliare".
Questi loca pia – per usare il nome invalso dalla seconda metà del Quattrocento – davano risposta al bisogno soprattutto mediante la distribuzione di elemosine, cibo e vestiti. È assai efficace, in proposito, la raffigurazione miniata sullo Statuto quattrocentesco della Domus Misericordiae, il più importante di tali enti.

Favoriti dalle autorità religiose e da quelle politiche, ma indipendenti da entrambe, i Luoghi Pii Elemosinieri furono governati per tutta l'Età Moderna da organi di amministrazione autonomi, composti per lo più da rappresentanti dell'élite cittadina.
Duecento anni fa, con le riforme attuate dall'imperatore Giuseppe II in tutti i dominii della Corona asburgica, anche in Lombardia la tradizionale rete delle fondazioni benefiche fu investita da profonde trasformazioni, le cui conseguenze durano in parte ancora oggi.
Sul modello di quanto si andava facendo negli stessi anni a Vienna, nel 1784 i tanti Luoghi Pii Elemosinieri esistenti (a Milano erano quasi quaranta) furono accorpati nei cinque principali: Quattro Marie, Misericordia, Carità, Divinità e Loreto. Contemporaneamente si procedette alla creazione di due nuove istituzioni: la Pia Casa dei poveri incurabili ad Abbiategrasso, per il ricovero delle persone affette da malattie permanenti o da gravi handicap, e la Pia Casa di lavoro a Milano, per offrire ai disoccupati una risposta più valida dell'elemosina.
Attraverso un tormentato percorso storico, le tre fondazioni sopra citate sono divenute le II.PP.A.B. (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) amministrate dal nostro Ente.

Il ricovero di Abbiategrasso dal 1966 ha preso anche ufficialmente il nome di Istituto Geriatrico "Camillo Golgi" (in onore del Premio Nobel per la Medicina che dal 1872 al 1875 aveva operato come Primario all'interno dell'istituto).
Dalla Pia Casa di lavoro ebbe origine nel 1869 il Ricovero di mendicità, a sua volta trasformatosi gradualmente in Casa di ricovero per inabili al lavoro (1922) e infine, dal 1966, Istituto Geriatrico "Piero Redaelli" di Milano.
Dal 1971 l'Istituto Geriatrico "Piero Redaelli" ha pure una seconda sede a Vimodrone

I Luoghi Pii Elemosinieri, infine, conobbero nel secolo scorso uno straordinario sviluppo di risorse e di nuove iniziative per l'assistenza ai meno abbienti, anche in settori particolari come la cura economica e medica dei lattanti, il ricovero e l'affidamento dei minorenni abbandonati eccetera. Ultimamente, essendosi esaurita ormai da tempo l'erogazione di elemosine e sussidi, l'Amministrazione ha avviato una profonda revisione dell'assetto e dello Statuto di questa antica fondazione, il cui patrimonio – grazie alla generosità di migliaia di benefattori e benefattrici dei secoli scorsi – rappresenta ancora il polmone vitale per le attività assistenziali dell'Ente.


Le vicende istituzionali

Nel corso dei sette secoli trascorsi dalla sua origine l'Ente ha attraversato vicende istituzionali estremamente articolate.

I cosiddetti "Luoghi Pii" nati nella città di Milano su impulso di benefattori per dare assistenza ai bisognosi, documentati dal 1305, nel corso del tempo hanno raggiunto un numero cospicuo (una quarantina nel '700). Si è così posto in modo sempre più stringente il problema del coordinamento e del controllo della loro azione.

Una prima soluzione si è avuta con il concentramento delle cinque principali istituzioni milanesi nei "Luoghi Pii Elemosinieri" (1801); successivamente, un'ulteriore razionalizzazione delle altre Opere Pie esistenti è stata promossa dalla Congregazione di Carità (1862).
Tutta questa vicenda non ha comunque messo in discussione due elementi fondamentali:

  • la sopravvivenza di una autonoma personalità giuridica delle Opere Pie raggruppate;
  • la loro origine sostanzialmente privatistica.

Un decisivo cambiamento si è avuto con l'approvazione della "legge Crispi" nel 1890, che ha dato vita ad una nuova tipologia di ente pubblico, chiamata "Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza" (IPAB) e sopravvissuta fino al 2003. Per effetto di questo importante atto legislativo tutte le Opere Pie esistenti nel 1890 sono state trasformate in IPAB e sono entrate a far parte del settore pubblico.

Con finalità assistenziali, sanitarie (fino al 1968 gestivano anche gli ospedali), educative e di avviamento professionale, le IPAB per lungo tempo sono state le uniche istituzioni a garantire l'esercizio di funzioni assistenziali pubbliche, in quanto lo Stato, fino alla metà del Novecento, non se ne occupava ancora direttamente.

Dopo la parentesi degli anni 1937 - 1978, durante la quale l'amministrazione è confluita nell'Ente Comunale di Assistenza di Milano, le IPAB hanno mantenuto una posizione di rilievo anche nonostante il trasferimento ai Comuni delle funzioni relative all'organizzazione e all'erogazione dei servizi di assistenza e beneficenza, attuato con il DPR n. 616 del 1977, ove era ipotizzata addirittura la loro soppressione, poi accantonata in seguito alle successive pronunce di incostituzionalità.

L'Amministrazione delle IPAB di Milano, costituitasi nel 1978 in seguito allo scioglimento dell'ECA, ha quindi conservato la configurazione giuridica di IPAB, all'interno della quale sopravvivevano, conservando la propria autonomia patrimoniale e di bilancio, diverse Opere Pie, ed in particolare "Luoghi Pii Elemosinieri", "Camillo Golgi" e "Piero Redaelli".

Per quanto inserito da molto tempo nel settore pubblico, l'Ente si è sempre finanziato in modo sostanzialmente autonomo, dal momento che non fruisce di contributi ma viene remunerato in relazione alla quantità e alla qualità delle prestazioni erogate. Di conseguenza, ha conservato nel tempo un'impostazione di stampo privatistico nello svolgimento della propria attività istituzionale.