L'assetto attuale

Con la legge n. 328 del 2000 e, soprattutto, con la riforma delle IPAB approvata dalla Regione Lombardia nel gennaio 2003 (legge regionale n. 1 del 2003), è stata rivoluzionata la natura giuridica di questi enti, prevedendo un duplice percorso: o la trasformazione in un soggetto giuridico di natura privata (associazione o fondazione in relazione al carattere originario dell'Ente) o la trasformazione in una nuova categoria di enti pubblici denominati Aziende di Servizi alla Persona (ASP).

Tenendo presente la propria missione, la propria tradizione e il legame privilegiato con il Comune di Milano (che nominava tutti i componenti dell'organo di amministrazione) l'Ente ha scelto di rimanere nel solco di una tradizione secolare, conservando un regime pubblicistico e trasformandosi quindi da IPAB in ASP.

Sotto il profilo prettamente istituzionale questa scelta ha comportato l'obbligo, previsto per gli Enti che amministrano più Opere Pie, di procedere - contestualmente alla trasformazione in ASP - alla fusione delle Opere Pie amministrate. Di conseguenza le tre Opere Pie preesistenti ("Piero Redaelli", "Camillo Golgi" e "Luoghi Pii Elemosinieri") sono state incorporate e fuse nella nuova Azienda di Servizi alla Persona e hanno quindi perso la propria originaria autonomia. Il nuovo Ente, subentrato a titolo universale all'Amministrazione delle IPAB, ha assunto il nome di Azienda di Servizi alla Persona Golgi- Redaelli e si presenta, così, come una realtà unitaria sotto tutti i profili.

Nonostante l'appartenenza al settore pubblico le ASP sono assoggettate a rilevanti istituti di carattere privatistico, come l'obbligo di tenere una contabilità economico-patrimoniale secondo le regole del codice civile, di dotarsi di un organo di revisione contabile e di introdurre il controllo di gestione.