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Milano, al pari delle principali città europee, fin dal Medio Evo poté fare affidamento su
una rete capillare e variegata di associazioni dedite al soccorso dei poveri.
Attestate nei documenti a partire
dallinizio del XIV secolo, tali fondazioni venivano chiamate con nomi diversi
(confraternita, schola, consortium, societas) e si differenziavano
anche fortemente luna dallaltra. Accanto ai sodalizi di parrocchia, dediti a
pratiche religiose e solo secondariamente ad opere di carità, crebbero e si svilupparono
dei veri enti di beneficenza che estendevano la propria azione a tutto il territorio
urbano, a volte anche con forme di assistenza "domiciliare".
Questi loca
pia per usare il nome invalso dalla seconda metà del Quattrocento
davano risposta al bisogno soprattutto mediante la distribuzione di elemosine, cibo e
vestiti. È assai efficace, in proposito, la raffigurazione miniata sullo Statuto
quattrocentesco della Domus Misericordiae, il più importante di tali enti.
Favoriti dalle autorità religiose e da quelle politiche, ma indipendenti da entrambe, i Luoghi Pii
Elemosinieri furono governati per tutta lEtà Moderna da organi di amministrazione
autonomi, composti per lo più da rappresentanti dellélite cittadina.
Duecento anni fa, con le riforme attuate dallimperatore Giuseppe II in tutti i dominii della
Corona asburgica, anche in Lombardia la tradizionale rete delle fondazioni benefiche fu
investita da profonde trasformazioni, le cui conseguenze durano in parte ancora oggi.
Sul modello di quanto si andava facendo negli stessi anni a Vienna, nel 1784 i tanti Luoghi
Pii Elemosinieri esistenti (a Milano erano quasi quaranta) furono accorpati nei cinque
principali: Quattro Marie, Misericordia, Carità, Divinità e Loreto. Contemporaneamente
si procedette alla creazione di due nuove istituzioni: la Pia Casa dei poveri incurabili
ad Abbiategrasso, per il ricovero delle persone affette da malattie permanenti o da gravi
handicap, e la Pia Casa di lavoro a Milano, per offrire ai disoccupati una risposta più
valida dellelemosina.
Attraverso un tormentato percorso storico, le tre fondazioni sopra citate sono divenute le II.PP.A.B.
(Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) amministrate dal nostro Ente.
Il ricovero di Abbiategrasso dal 1966 ha preso anche ufficialmente il nome di Istituto Geriatrico "Camillo Golgi" (in
onore del Premio Nobel per la Medicina che dal 1872 al 1875 aveva operato come Primario
allinterno dellistituto).
Dalla Pia Casa di lavoro ebbe origine nel 1869 il Ricovero di mendicità, a sua volta trasformatosi gradualmente in Casa di ricovero per
inabili al lavoro (1922) e infine, dal 1966, Istituto Geriatrico "Piero
Redaelli" di Milano.
Dal 1971 lIstituto Geriatrico "Piero Redaelli" ha pure una seconda sede a Vimodrone
I Luoghi Pii Elemosinieri, infine, conobbero nel secolo scorso uno straordinario sviluppo di
risorse e di nuove iniziative per lassistenza ai meno abbienti, anche in settori
particolari come la cura economica e medica dei lattanti, il ricovero e laffidamento
dei minorenni abbandonati eccetera. Ultimamente, essendosi esaurita ormai da tempo
lerogazione di elemosine e sussidi, lAmministrazione ha avviato una profonda
revisione dellassetto e dello Statuto di questa antica fondazione, il cui patrimonio
grazie alla generosità di migliaia di benefattori e benefattrici dei secoli scorsi
rappresenta ancora il polmone vitale per le attività assistenziali dellEnte.
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