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Il nobile Giovanni Del Conte (1437 c.-1522), di famiglia molto ricca, aveva ereditato dal padre Gaspare la carica di "amministratore generale del traffico del sale" conferita nel 1450 da Francesco Sforza.
Nominato famigliare ducale nel 1468, accumulò una fortuna ingente accresciuta dall'eredità pervenutagli dalla madre, Margherita Toscani.
Con testamento dell'8 febbraio 1518 nominò erede universale il Consorzio della Misericordia, di cui era stato amministratore, con l'obbligo di riservare il reddito dei suoi beni a nubili povere.
Dispose inoltre legati minori all'Ospedale maggiore e alla Fabbrica del Duomo.
L'eredità, comprendente case e proprietà terriere a Milano, Moirago, Lacchiarella e Cascina Decima, permetteva al Luogo Pio di erogare annualmente in doti 3.600 lire imperiali.
Come modello per il ritratto del benefattore, scomparso centocinquant'anni prima, Agostino Santagostino utilizzò l'effigie scolpita sul suo sepolcro nella chiesa di San Lorenzo Maggiore a Milano, opera di Vincenzo Seregni e di Marco d'Agrate.
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