|
Ippolita Bossi ( 13 agosto 1563), figlia del comandante delle milizie leggere
Federico Antonio, intorno al 1533 si unì in matrimonio con il decurione Gerolamo Rozzoni,
che in qualità di segretario segreto ducale, in seguito imperiale, svolse importanti
missioni diplomatiche.
Vedova e priva di discendenza diretta, nel testamento del 18 giugno 1562 nominò erede universale il Luogo Pio della Misericordia, di cui il marito era stato
deputato, con l'obbligo di erogare in doti metà dei suoi redditi. L'eredità comprendeva
beni a Olgiate Olona, Sulbiate Olona, Robecco, Precotto (la cui parrocchia sorse per
volontà di Ippolita), Santo Stefano di Corbetta e Ponzana Novarese.
Per il ritratto della benefattrice, morta da più di un secolo, Agostino Santagostino
poté utilizzare come modello la pala d'altare, ora perduta, della cappella Bossi Rozzoni
nella chiesa di Sant'Angelo a Milano, ove Ippolita era rappresentata in ginocchio ai piedi
del Crocifisso tra i santi Bernardino e Gerolamo.
|