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Nel corso dei sette secoli trascorsi
dalla sua origine l'Ente ha attraversato
vicende istituzionali estremamente
articolate.
I cosiddetti
"Luoghi Pii" nati nella città di
Milano su impulso di benefattori
per dare assistenza ai bisognosi,
documentati dal 1305, nel corso
del tempo hanno raggiunto un
numero cospicuo (una quarantina
nel '700). Si è così posto in modo
sempre più stringente il problema
del coordinamento e del controllo
della loro azione.
Una prima
soluzione si è avuta con il concentramento
delle cinque principali
istituzioni milanesi nei
"Luoghi Pii Elemosinieri"
(1801); successivamente,
un'ulteriore razionalizzazione
delle altre Opere Pie
esistenti è stata promossa
dalla Congregazione di
Carità (1862).
Tutta questa vicenda non
ha comunque messo in discussione
due elementi
fondamentali:
- la sopravvivenza di una
autonoma personalità giuridica
delle Opere Pie
raggruppate;
- la loro origine sostanzialmente
privatistica.
Un decisivo cambiamento
si è avuto con l'approvazione
della "legge Crispi"
nel 1890, che ha
dato vita ad una nuova
tipologia di ente pubblico,
chiamata "Istituzione
Pubblica di Assistenza e
Beneficenza" (IPAB) e
sopravvissuta fino al
2003. Per effetto di questo
importante atto legislativo
tutte le Opere Pie esistenti nel
1890 sono state trasformate in
IPAB e sono entrate a far parte
del settore pubblico.
Con finalità assistenziali, sanitarie
(fino al 1968 gestivano anche
gli ospedali), educative e di avviamento
professionale, le IPAB per
lungo tempo sono state le uniche
istituzioni a garantire l'esercizio di
funzioni assistenziali pubbliche, in
quanto lo Stato, fino alla metà del
Novecento, non se ne occupava
ancora direttamente.
Dopo la parentesi degli anni
1937 - 1978, durante la quale
l'amministrazione è confluita
nell'Ente Comunale di Assistenza
di Milano, le IPAB hanno mantenuto
una posizione di rilievo
anche nonostante il trasferimento
ai Comuni delle funzioni relative
all'organizzazione e all'erogazione
dei servizi di assistenza e
beneficenza, attuato con il DPR n.
616 del 1977, ove era ipotizzata
addirittura la loro soppressione,
poi accantonata in seguito alle
successive pronunce di incostituzionalità.
L'Amministrazione delle
IPAB di Milano, costituitasi nel
1978 in seguito allo scioglimento
dell'ECA, ha
quindi conservato la configurazione
giuridica di
IPAB, all'interno della
quale sopravvivevano,
conservando la propria
autonomia patrimoniale
e di bilancio, diverse
Opere Pie, ed in particolare
"Luoghi Pii
Elemosinieri", "Camillo
Golgi" e "Piero Redaelli".
Per quanto inserito da
molto tempo nel settore
pubblico, l'Ente si è sempre
finanziato in modo
sostanzialmente autonomo,
dal momento che non
fruisce di contributi ma
viene remunerato in relazione
alla quantità e alla
qualità delle prestazioni
erogate. Di conseguenza,
ha conservato nel tempo
un'impostazione di stampo
privatistico nello svolgimento
della propria attività
istituzionale.
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